Abbronzatura perfetta? Sì, si può senza scottarsi

Mi piace la pelle abbronzata, non carbonizzata ma dorata sì. Da giovane, come tutti, del resto, amavo crogiolarmi al sole; ora da molto tempo, non più e, in particolare, negli ultimi anni, i dubbi sull’abbronzatura, su come prenderla, su come proteggere me stessa e la mia famiglia sono diventati più pressanti. Vogliamo provare insieme a capirci qualcosa di più?

Come funziona l’abbronzatura?

L’abbronzatura è il solo modo in cui la nostra pelle prova a difendersi dal sole. Grazie alla melanina, un pigmento che viene prodotto quando la pelle è colpita dal Sole, una piccola percentuale dei raggi vine riflessa, mentre il resto penetra nei tessuti. L’energia che raggiunge le cellule superficiali viene assorbita da queste ultime, passando poi agli strati più profondi. Qui che incontra i melanociti, cellule particolari che producono la melanina, è lei che ci protegge dai raggi uv.

La melanina è davvero fondamentale per la pelle, le dà il colore, ma è in grado di assorbire almeno in parte i raggi uv e quindi a abbassare la loro carica energetica. Esistono due tipi di melanina: quella “scura” (eumelanina) che caratterizza le persone brune, e quella rossa (feomelanina) presente in chi ha i capelli di quel colore. Le persone bionde ne hanno un po’ di tutti e due i tipi.

Più la melanina è scura, più è in grado di svolgere il suo compito: l’abbronzatura è proprio il risultato di questa operazione di difesa. Accade che quando ci si espone al sole, i melanociti producono nuovo pigmento nel giro di 2 o 3 giorni e la pelle si scurisce. In verità, l’effetto abbronzatura è da subito visibile perché nell’epidermide c’è sempre una piccola scorta di melanina pronta ad intervenire immediatamente. Con il passare dei giorni, l’azione della melanina sarà ancora più evidente.

Ma il sole fa davvero male alla pelle?

Nonostante l’effetto protettivo dell’abbronzatura, i raggi Uv riescono a penetrare e raggiungere il derma.

I raggi uv penetrando nel derma possono danneggiare il Dna delle cellule della pelle. Nella maggior parte dei casi questi danni vengono riparati dalle cellule stesse ma a volte quest’ultime reagiscono con una crescita incontrollata e si trasformano in tumori, che possono essere di tipi diversi e anche molto pericolosi.

Visto che ogni anno nel mondo si registrano 2-3 milioni di casi di tumore cutaneo e 130 mila casi di melanoma maligno e che la tendenza è sempre in crescita e visto che anche in Italia negli ultimi 10 anni il carcinoma basocellulare è cresciuto del 10% e ogni anno si registrano circa 95 nuovi casi ogni 100mila abitanti è il caso di porre molta attenzione al problema.
Ogni anno c’è un’incidenza del melanoma maligno del più 4%, posizionandosi al dodicesimo posto fra tutte le forme di cancro e raddoppiando nel corso dell’ultimo decennio. Fino a qualche anno da era considerato un tumore raro ma oggi in Italia si manifestano 6-9 casi di melanoma ogni 100mila abitanti.

Sarà il caso di iniziare a agire, valutando cosa fare e senza mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi?! Direi di sì, il momento è ora!

I diversi fototipi

Non tutte le pelli sono uguali e reagiscono in modo diverso alle radiazioni solari. Esiste una famosa classificazione di base che ormai tutti conosciamo che tiene conto del colore della pelle, dei capelli e degli occhi, e della potenziale reazione al sole.

Fototipo 1

Carnagione molto chiara, spesso con efelidi, capelli biondi o rossi, occhi chiari. La mancanza quasi totale di melanina provoca generalmente un eritema evidente a ogni esposizione al sole non protetta. L’abbronzatura è molto tenue, quasi inesistente. La reazione ai raggi solari è molto elevata, con alto rischio di danni permanenti e di scottature anche gravi.

Quando e come esporsi? Meglio esporsi il meno possibile al sole nelle ore più calde (11-17), proteggendosi con il massimo fattore di protezione solare possibile.

Fototipo 2

Carnagione chiara, capelli biondo scuro o castano chiaro. La quantità di melanina è ridotta con una capacità di difesa scarsa, per cui la pelle tende a scottarsi facilmente. L’abbronzatura risultante all’esposizione è lieve (dorata)

Quando e come esporsi? Il fattore di protezione solare (fps) consigliato è il massimo: prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi. Evitare le ustioni dal sole e trattenersi all’ombra (sopratutto durante il giorno tra le 11 e le 16).

Fototipo 3

Carnagione abbastanza scura, capelli castani. La pelle si scotta solo dopo un’esposizione prolungata. Si può ottenere un’abbronzatura intensa e omogenea.

Quando e come esporsi? Fps consigliato: medio-alto. Prestare particolare attenzione alla protezione del naso, padiglioni auricolari, labbra, nuca e occhi. L’esposizione nelle ore più calde (11-16) è comunque pericolosa.

Fototipo 4

Carnagione olivastra, occhi e capelli neri. La pelle si scotta molto di rado. In breve tempo viene prodotta un’abbronzatura molto intensa. È il fototipo più tipico in Italia.

Quando e come esporsi? Fps consigliato: medio. Proteggersi di più nelleore più calde (11-16) quando l’esposizione è comunque pericolosa e a rischio scottature.

Fototipo 5

Carnagione, capelli (spesso crespi) e occhi scuri. Minima sensibilità ai raggi solari e possibilità di esporsi al sole senza problemi di scottature. È il fototipo più comune in Medio Oriente.

Quando e come esporsi? Fps consigliato: medio. L’esposizione nelle ore più calde (11-16) è comunque pericolosa. Evitare le ustioni con cappellini e occhiali.

Fototipo 6

È quello delle persone con la pelle nera che non si scottano mai al sole, ma non è detto che non si pigmentino. Inoltre possono comunque sviluppare tumori della pelle, la cui diagnosi può essere molto difficile.

Quando e come esporsi? Utilizzare filtri di protezione solare da bassa a media. Evitare le ustioni solari: dopo lunghi periodi in cui ci si espone molto poco al sole è possibile ustionarsi anche con un fototipo 6!

Chi rischia di più? L’85-90% dei tumori cutanei si registra nei primi due fototipi, quelli senza un’adeguata protezione della melanina. Le pelli più scure, invece, godono di una maggiore protezione della melanina e si scottano meno. Ma i tumori colpiscono anche questi fototipi e spesso vengono diagnosticati troppo tardi, a uno stadio più pericoloso.

Cosa possiamo fare, dunque?

Secondo me, a cosa da fare più semplice è questa: usare la testa! Siamo i vacanza ma continuiamo a usare il cervello, mettiamo le creme protettive, indossiamo cappelli e occhiali da sole e se c’è bisogno anche una maglietta bianca per coprire le zone più delicate, anche se la protezione offerta da quest’ultima è davvero bassa! Se metteremo un giorno o anche in due in più per raggiungere il colore che vogliamo, non succederà niente!

Proteggiamoci sempre anche quando pensiamo che ormai siamo abbronzati e non ci può succedere niente. Ripeptete cone me: NON E’ VERO, i raggi passano lo stesso negli strati più bassi e per quanto la melanina possa rifletterli non riuscirà mai a fare un lavoro completo! Ergo… proteggiamoci sempre dall’inizio alla fine della vacanza.

Altra cosa: ci si abbronza anche sotto l’ombrellone perche i tessuti di cui sono fatti non riescono a schermare tute le radiazioni solari e la stessa sabbia riflette una parte di raggi che la colpiscono, rispedendoli in alto. Questi si disperdono intorno a noi e la conseguenza è che colpiscono la nostra pelle e ci abbronzano.

L’ imperativo è non scottarsi, non esagerare, non pensare che dopo una bella scottatura si possa avere una bella abbronzatura. Tutto il contrario! Dopo una scottatura avremo un’abbronzatura superficiale e molto poco uniforme, senza considerare che sarà possibile scottarsi di nuovo e che durerà meno nel tempo.Io dico che non conviene per niente!

Quale fattore di protezione usare e ogni quanto tempo spalmarsi la crema?

Lo abbiamo detto sopra dipende dal to fototipo ma non basta spalmarselo una volta al giorno, dovremo faro diverse volte perché con i bagni e con il normale assorbimento, in poche ora non ne rimarrà molto sulla pelle!

Diciamo che come regola molto empirica dovremmo farlo almeno ogni due tre ore. Anche la quantità di crema che useremo ha la sua importanza: non ne mettiamo poca, meglio abbondare! Per quanto riguarda il filtro solare il massimo che troviamo in commercio è il filtro a protezione 50. Io consiglio di stare sul filtro 50 e scendere solo dopo svariati giorni sui 30, vedrete che a fine ferie sarete abbronzate non bruciate, quella giusta abbronzatura che valorizza la vostra bellezza e non vi fa sembrare un tizzone di carbone!

Per mantenere l’abbronzatura cosa faccio?

Per mantenere l’abbronzatura c’è una sola cosa da fare, mantenere la pelle idratata e esfoliare.

La crema idratante aiuta a mantenere la pelle ben nutrita, senza macchie biancastre o addirittura pelle con squame visibili. La rende luminosa e la pelle assume un aspetto sano e luminoso. La Crema Fluida corpo di Saybio, in questo caso, è l’ideale dopo il mare! Super nutriente si assorbe in attimo e nutre davvero la vostra pelle. Inoltre il suo profumo vi avvolgerà, ricaricandovi di energia e positività! Adorerete la vostra pelle dorata e profumata!

L’ esfoliazione, invece, elimina le cellule morte che si sono bruciate o comunque abbrustolite dal sole. Abbiamo visto che la nostra pelle si abbronza non solo superficialmente e quindi l’esfoliazione non può arrecare alcun danno alla nostra abbronzatura!

ALERT scottature

Attenzione: non esfoliatevi quando siete arrossate o tanto peggio SCOTTATE, fareste peggio!!!! Aspettate che la pelle si calmi, usando prodotti specifici e poi, solo in un secondo momento, fatevi il vostro scrub!

Photo by Kristina Tripkovic on Unsplash

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