L’invecchiamento da anti-aging a well-aging

Quando sento dire che l’invecchiamento della pelle dipende più di ogni altra cosa dal proprio patrimonio genetico e poco dallo stile di vita, concedetemi il termine, mi prende male.

Certo, lo sappiamo che la genetica ha la sua importanza ma di sicuro è molto più importante lo stile di vita. Può capitare che i geni relativi alle malattie e all’invecchiamento possano essere “arginati” da una vita lontano da fonti di stress o di inquinamento. La conferma viene da alcuni studi fatti su coppie di gemelli cresciuti separatamente che hanno generato un aspetto e un livello di invecchiamento totalmente diverso tra di loro.

In generale, si può affermare che non risulta molto utile studiare il profilo genetico per capire quali malattie svilupperemmo ma è molto più proficuo misurare o analizzare le caratteristiche dei metaboliti, delle sostanze chimiche, delle proteine e del microbioma nel corpo.

Il DNA non è il nostro destino!

Anche se il nostro DNA è immutabile o quasi, abbiamo la libertà e, soprattutto, la responsabilità nelle nostre vite. Dobbiamo prendere coscienza che le scelte che facciamo tutti i giorni sono in grado di cambiare le nostre vite. Ogni giorno siamo chiamati a scelte che possono avere conseguenze per il resto della nostra vita, sta a noi fare la scelta giusta.

Insomma, il Dna non è il nostro destino!

Cosa è l’epigenetica?

Ecco perché diventa così importante l’epigenetica: la scienza che studia le modifiche ambientali che causano un’accelerazione dei processi dell’invecchiamento cutaneo. L’epigenetica ci racconta proprio che il destino biologico non è immutabile, perché varia a seconda di ciò che ci circonda e a cui siamo esposti, più o meno volontariamente.

Cosa succede all’interno della nostra pelle?

Quando i nostri comportamenti sbagliati e l’accumulo di danni da stress nelle cellule è molto alto, le cellule entrano in uno stato di senescenza. In altre parole, si trasformano in cellule che disturbano le cellule sane. Quando accumuliamo cellule senescenti, accade che il corpo perda alcune delle sue normali funzioni e, nel caso della pelle, compaiono le rughe, le macchie e la secchezza. C’è da dire che con il passare degli anni la produzione di energia del nostro corpo diminuisce. A partire dai 30 anni i livelli di NAD+* calano drasticamente, tanto che a 50 ne produciamo solo il 50% di quello che producevamo a 20. Qui però entrano in gioco le sirtuine, considerate i geni della longevità. Queste producono proteine fondamentali che permettono alla cellula di vivere più a lungo e proteggono le cellule dagli stress metabolici, regolando il processo d’invecchiamento.

Ecco cosa non deve mancare mai

Mano a mano che le cellule perdono energia e funzionalità, smettiamo anche di produrre tutti quei componenti che rendono la pelle sana:

  • Collagene: è la proteina che forma e conferisce forza e solidità alla pelle e alle ossa. Dovremmo averne tra il 72 e  l’80%, ma dopo i 30 anni diminuisce dell’1% ogni anno. 
  • Elastina: è una proteina strutturale del derma che assicura flessibilità ed elasticità. Nell’invecchiamento cutaneo, la perdita di elastina è quella più evidente, soprattutto dopo i 70 anni. 
  • Acido ialuronico: è uno dei principali componenti del tessuto connettivo che ha come funzione principale quella di mantenere l’epidermide elastica, morbida e idratata. Funge da  impalcatura per la pelle, conferendo compattezza soprattutto al viso.
  • Fibroblasti: sono cellule del tessuto connettivo che conferiscono un aspetto vitale al viso, perché hanno il compito di produrre le molecole destinate a sostenere gli altri tessuti, quindi anche l’elastina e le sue fibre elastiche. 

Quando il nostro organismo comincia a subire il processo d’ invecchiamento, la produzione di questi componenti fondamentali iniziano a diminuire e di conseguenza il processo di degradazione della pelle accelera.

Il NAD+ (nicotinammide adenin dinucleotide) è un coenzima presente in tutte le cellule. Il NAD+ è il principale accettore di elettroni nelle ossidazioni delle molecole combustibili. Viene anche definita la molecola della giovinezza.

Cosa possiamo fare?

Dall’antiaging al well-aging

Non possiamo fermare il passare del tempo, ma possiamo cambiare il modo di affrontare l’invecchiamento, con un diverso stile di vita più sano, controllato e lontano dallo stress. Ecco perché dobbiamo fare un salto di qualità nella nostra skincare e passare dall’anti-aging al well-aging! Non dobbiamo lottare contro il tempo ma piuttosto imparare ad ascoltare il nostro corpo e accettare e amare la pelle.

Cosa propone Saybio?

Dobbiamo fare in modo che collagene, elastina, acido ialuronico e fibroblasti non degradino, e allo stesso tempo la pelle non perda la sua energia. Abbiamo bisogno di uno stile di vita più equilibrato, un maggiore controllo di ciò che mangiamo, una moderata attività fisica, un atmosfera sia lavorativa che familiare meno stressante. Inoltre, abbiamo bisogno di una skincare attenta e che ci faccia assorbire gli attivi cosmetici giusti. Un esempio? Una detersione accurata, una idratazione profonda ma non eccessiva e trattamenti specifici per le zone per noi più bisognosi. Vi rimando qui per una spiegazione accurata e esaustiva degli step della beauty routine di Saybio, con tutti i prodotti Saybio necessari per fare un gesto completo e efficace!

Photo by Danie Franco on Unsplash

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