Il pH della pelle e dei cosmetici

Ma che argomento difficile provo a affrontare sul questo blog! Mi dico sempre di non parlare di cose troppo tecniche per evitare che dopo le prime tre righe abbondoniate la lettura.. ma ogni tanto ci ricasco. Del resto, del pH della pelle e dei cosmetici, tutti ne parlano ma pochi sanno davvero di cosa si tratta.

Il desiderio di fare chiarezza mi è venuto qualche giorno fa quando un’amica parlando, mi ha detto uno sfondone a proposito di ph, di acidità e basicità. Ha insistito talmente tanto che alla fine, per tagliare corto, le ho dato ragione ma davvero non si poteva ascoltare!

Cosa è il pH?

Il pH è la concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione elettrolitica, ovvero nella composizione chimica di una sostanza. Visivamente, è una scala di valori che va da 0 a 14 e che classifica le sostanze in:

  • acide se hanno un pH da 0 a 7. 0 corrisponde all’acido cloridrico.
  • neutre a pH 7, come l’acqua distillata a 25° temperatura.
  • basiche (o anche chiamate alcaline) da 7 a 14, 14 corrisponde all’idrossido di sodio ossia la soda caustica.

Possiamo calcolare il pH di tutte le soluzioni acquose ma non possiamo farlo nelle soluzioni oleose (emulsioni W/O o nei burri). Per le soluzioni che non sono in grado di condurre carica elettrica, ad esempio, non possiamo calcolare il pH.

Il pH della pelle

Prima di iniziare a spiegare che cosa è il pH della pelle, bisogna puntualizzare che non si tratta di un valore unico che vale per tutte le parti del corpo. Di sicuro, sappiamo che contribuisce alla difesa nei confronti di microrganismi che provengono dall’ambiente esterno, senza compromettere la microflora residente. Un aumento del pH cutaneo può favorire, specie in alcune regioni corporee, lo sviluppo di infezioni micotiche e/o batteriche mentre un pH leggermente acido favorisce l’attività di enzimi cutanei preposti al rinnovamento e al mantenimento di alcune componenti cutanee.

Dunque, il mantenimento del giusto pH cutaneo riveste un ruolo di fondamentale importanza per la salute della pelle.

In generale, la pelle femminile ha un pH che si aggira, in media, sulla scala del pH, intorno a 5,5 mentre quello maschile, in media, intorno a 5 ma questo non significa che si tratti di una regola uguale per tutti! Per farvi capire meglio, la zona intima femminile ha un pH leggermente acido (4,5) mentre quello delle lacrime e dell’interno degli occhi è leggermente basico. Ciò non esclude che un certo individuo abbia un ph di pochissimo più acido o più basico in una determinata zona rispetto alla media della popolazione e questo causi dei piccoli bruciori o arrossamenti dopo l’applicazione di un cosmetico 8 che chiaramente si basa sui valori medi della popolazione).

Il pH della pelle e dei cosmetici

Ecco perché è tanto importante formulare bene i cosmetici stando molto attenti a rispettare il valore del ph delle singole zone dove va applicata la crema o il siero! Naturalmente, nessuno conosce il valore del proprio pH nelle varie zone del proprio corpo nella ma dobbiamo sapere prodotti che non abbattano o alzino il ph per non compromettere la barriera cutanea e di conseguenza per evitare rossori, pruriti, dermatiti e proliferazione di batteri che causano problemi cutanei di ogni sorta.

Qualche esempio per capire meglio

Il primo esempio a cui tengo molto è quello del contorno occhi che spesso, quando lo spalmiamo troppo vicino all’occhio, può bruciare leggermente. Ecco, un prodotto così non va usato perché significa che non rispetta il pH delle lacrime che è neutro ma tendente a basico, di poco sopra il 7. In poche parole, il pH del contorno occhi non deve essere come il resto dei prodotti che usiamo nel viso. Per quest’ultimo, va bene una gradazione di poco superiore a 6. Del resto il gel contorno occhi non deve finire dentro l’occchio ma, essendo la zona da trattare piccola, non è da escludere che una piccola quantità ci finisca, per errore, dentro.

Il contorno occhi Saybio è formulato proprio rispettando il pH isolacrimale e quindi non deve bruciare quando viene per sbaglio inserito all’interno dell’occhio!

Un altro esempio è quello del detergente struccante per gli occhi. Spesso si sente dire che lo struccante vi fa bruciare gli occhi… ecco, in questo caso, è probabile che non sia il prodotto struccante che vi sta bruciando bensì il residuo di make up in particolare del mascara che è entrato nella cavità oculare e vi sta facendo urlare! Fateci caso, se usate lo stesso detergente da struccate e non vi brucia, allora, è colpa del mascara; se continua a bruciare, invece, è bene cambiare struccante.

Questa informazione la scrivo e la dico sempre alle mie clienti quando acquistano il Gel detergente struccante alla calendula di Saybio perché non voglio fraintendimenti. Cercate di comprendermi: io ci metto i cuore nelle mie formule :)!

Adesso, tocca a voi!

Amiche adesso tocca a voi a non fare confusione. Partendo dall’assunto che i prodotti cosmetici sono per la maggiore parte formulati secondo i principi che rispettano il pH delle varie zone della pelle con distinzione tra quella maschile e quella femminile, voi non spalmatevi la crema idratante nel contorno occhi fino a raggiungere l’interno dell’occhio! Quando ad esempio non avete a disposizione uno struccante adatto, non rimuovete il makeup con il detergente intimo! La zona intima è molto delicata sì ma non ha un pH neutro, al contrario, ce lo ha acido, rischiate di farvi bruciare e arrossare gli occhi!

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